Debuttiamo oggi con una nuova rubrica incentrata principalmente sulla questione del riscaldamento globale. Fatto questo che nessuno mette in discussione, ma non possiamo negare che questo argomento viene trattato con una certa enfasi dai media, come mai non è dato saperlo.
Il fatto che le temperature medie globali abbiamo subito un riscaldamento negli ultimi anni nessuno vuole metterlo in dubbio; bisogna ora capire in che proporzioni questo riscaldamento si è manifestato e quali sono state le sue cause.
Fino a qualche anno fa si credeva (o meglio,si voleva far credere) che l’attività dell’uomo fosse responsabile dell’aumento della temperatura globale, tesi supportata da alcuni grafici made in IPCC (Intergovernment Panel of Climate Change), organo questo che basa i suoi rapporti sull’attività antropogenica dell’uomo senza tener conto dei vari forcing naturali.
Presso ciò, la domanda sorge spontanea come diceva un illustre giornalista: come mai se la CO2 è in costante aumento il cluster della temperatura media globale ha cessato dal 1998 di salire vertiginosamente verso l’alto? Non dovrebbe continuare la sua ascesa verso un picco indefinito?
Stando ai dati attuali, il riscaldamento globale è fermo al 1998, anno terribilmente caldo frutto di un forte evento di El Nino. Dal 1998 ad oggi non c’e stato nessun incremento significativo della temperatura media globale, nessun global warming quindi, ma è evidente una tendenza al raffreddamento negli ultimi anni. E’ presto per dire se stiamo per assistere ad una inversione di tendenza, ma non possiamo certo trascurare l’evidenza. Questo compito lo lasciamo ai catastrofisti.

Chiudo questo primo intervento col botto, una notizia che gli appassionati di climatologia già avranno letto. Una fitta corrispondenza tra i più illustri scienziati che si occupano di clima è stato scoperto da un hacker, le mail sono state pubblicate su internet e ad una prima lettura si evince che questi pseudo servitori della scienza modificavano i dati per supportare la causa del global warming, dati falsi quindi, per creare grafici falsi. La famosa “hockey stick” per intenderci.
- Kevin Trenberth, ricercatore presso l’NCAR in una mail dice:
“Il fatto è che in questo momento non possiamo dare una spiegazione alla mancanza di riscaldamento ed è una finzione che non possiamo permetterci”.
- Phil Jones, direttore del Climatic reserch unit:
“l trucchetto di Mann (…) per nascondere il declino [delle temperature] in alcune serie a partire dal 1981”
La notizia sta facendo il giro del mondo, addirittura anche i Tg e giornali italiani ne stanno parlando. Per quelli che intuivano che il global warning somigliava ad una bufala, questa vicenda regala qualche conferma.
Fabio Tamburi